Passa ai contenuti principali

GAMA BOMB - "Untouchable Glory"

GAMA BOMB - "Untouchable Glory"
(Full-lenght, AFM Records, Ottobre 2015)

Voto: 7/10

Genere: Thrash Metal

Line-up: Philly Byrne (voce), Joe McGuigan (basso, voce), Domo Dixon (chitarra), John Roche (chitarra), Paul Caffrey (batteria)


Trentuno minuti di sano, fottutissimo, incontaminato ed ignorantissimo thrash metal old-school è quello che ci propongono i Gama Bomb new-sensation del revival thrash degli ultimi anni che sta portando in evidenza tante giovanissime band che ripescano, con successo, sonorità ormai superate, ma evidentemente mai passate di moda, negli ultimi decenni.



Provenienti da Newry (Irlanda del Nord) la band prosegue sulla stessa lunghezza d'onda degli ultimi lavori che avevano lanciato nell'olimpo delle scene internazionali un sound che non ha nulla di fresco o di originale per carità, ma che possiede l'innata capacità di scaricare tutta l'adrenalina tipica di certi tipi di sound in faccia all'ascoltatore.

Uno speed/thrash che accomuna, in termini di sound e di tempi, i Gama Bomb a tanti illustri colleghi contemporanei (gente del calibro di Municipal Waste e Bonded by Blood tanto per intenderci) che riprende gli scenari e le tematiche irriverenti del passato (vedere ironia e sfrontatezza dei D.R.I. tanto per intenderci) e che mischia sonorità che spaziano dagli Anthrax arrivando fino ai Testament ma passando per quella "grezzità" e velocità di esecuzione tipica di altri acts storici quali Toxic Holocaust o Nuclear Assault (con i quali condividono il classico "retrogusto" hardcore).

"Untouchable Glory" rappresenta il quinto full della band giunto a distanza di dieci anni dal debutto discografico che lanciò la band nordirlandese al pubblico che conta.

Dieci anni sono tanti, non sono nulla però per una band che fa degli eccessi (musicali s'intende) e della sfrontatezza la propria bandiera. Praticamente nulla è cambiato da allora, i pezzi sono sempre gli stessi, la voglia di cazzeggiare per certi versi più forte di prima.

I Gama Bomb sono ancora più ironici e sfrontati rispetto al passato, continuano a seguire tematiche che spaziano dagli zombies alle sbronze e rileggono il tutto in chiave musicale come meglio si addice a tutto ciò.

Dodici brani racchiusi in soli 31 minuti di durata, dodici schegge impazzite pronte ad esplodere; si parte alla grande con "Ninja Untouchables/Untouchable Glory" , neppure il tempo di respirare perchè "Avenge Me!" è un'altra bomba pronta ad esplodere sulla scorta di uno speed metal che più ottantiano non si può.

"Drinkers Inc" e "Witching Mania" sono altre due schegge di grande valore, mentre a "James Joints" bastano solo 57 secondi per distruggere tutto ciò che gli si para davanti.

Insomma "Untouchable Glory" è il classico album che si aspetta ogni appassionato del genere: originalità zero, capacità di assorbire e riproporre la lezione dei "vecchi saggi" tanta!
Un mix perfettamente riuscito di speed/thrash che scatenerà senza ombra di dubbio ogni headbangers che si rispetti.

I Gama Bomb sono senza ombra di dubbio la classica live-band per eccezione, ma per chi ama il genere l'album in questione è caldamente raccomandato. Per tutti gli altri ovviamente, orientatevi decisamente su altre tipologie di produzioni.

Track-list:

01. Ninja Untouchables/Untouchable Glory
02. Avenge Me!
03. Drinkers Inc.
04. My Evil Eye
05. Tuck Your T-Shirt In
06. Ride the Night
07. She Thing
08. Witching Mania
09. James Joints
10. Raging Skies
11. I Will Haunt You
12.  After the Fire



Commenti

Post popolari in questo blog

PANDEMONIUM CARNIVAL "Pandemonium Carnival II" (Recensione)

Full-length, Ghost Record Label (2024) I Pandemonium Carnival hanno deciso di riportare in auge un genere musicale in stile anni '80/'90 che si rifà al classico Punk Rock "Horror" sulla scia dei Misfits, per citarne una . Non vanno troppo per il sottile e neanche si preoccupano di essere "copioni", perchè grazie al loro modo di proporre musica sciorinano una speciale formula diretta e sagace.  Tutto questo è riconducibile al loro nuovo album chiamato semplicemente "Pandemonium Carnival II". Un punk rock robusto, creativo e snello che scivola via come l'olio, dove sono presenti passi fondamentali, che determinano quei gradi di originalità sufficienti a non farli accostare troppo a figure già note sulla scena. In questo ascolto è presente una certa “carnalità” di fondo che passa con fare solido e deciso sopra una tracklist ben studiata, sempre propensa nel conferire piacevoli scossoni.  "Pandemonium Carnival II", è un disco caparbio, ch

ARTIFICIAL HEAVEN "Digital Dreams" (Recensione)

Full-length, My Kingdom Music (2024) Alcune note biografiche per presentare questa band al suo esordio: " Band romana, formatasi a fine ottobre 2021 dalle ceneri di Witches Of Doom e altri progetti, Gli ARTIFICIAL HEAVEN hanno creato un mix diversificato di Gothic -rock dal sapore epico che mostra in pieno le influenze di grandi artisti degli anni Ottanta, tra cui The Cult, Bauhaus, Sisters of Mercy, Fields of the Nephilim, Killing Joke e Iggy Pop. "Digital Dreams" è un concentrato di gothic rock e post-punk con vibrazioni arricchite dalla collaborazione di ospiti illustri tra cui Francesco Sosto e Riccardo Studer. Sebbene non sia un vero concept album, alcuni dei testi di "Digital Dreams" sono legati tra loro da un chiaro comune filo conduttore ovvero l'accelerazione della rivoluzione digitale e dei suoi effetti sulla vita di tutti noi. Registrato agli Outer Sound Studios con il produttore Giuseppe Orlando, è disponibile in un'edizione deluxe la cui co

NITRITONO "Cecità" (Recensione)

Full-length, My Kingdom Music (2024) Due album pubblicati e uno split coi Ruggine, i Nitritono con questo “Cecità” esplorano l'ambiziosa prova del concept album, che in questo caso si basa sull’omonimo romanzo dello scrittore portoghese Josè Saramago, che racconta il tema dell’indifferenza nella società moderna. Il suono esce fuori è fragoroso e davvero imponente e le urla strozzate di Siro Giri, anche chitarrista, colpiscono duro l'ascoltatore sin dal primo brano in scaletta, l'ottimo "A Denti Stretti (pt. 1)" che presagisce poi un album torbido e inquieto, che chiama in causa sia i primordi del genere post metal di band come Neurosis, ma che si concentra sul presente a conti fatti, non andando a copiare nessuno in particolare. Gli arpeggi di chitarra, le dissonanze, le esplosioni di rabbia incontenibile riportano a scenari cupi dell'umanità, ben rappresentati dal concept scelto. Ci sono anche vaghi rimandi allo stoner particolare e sfaccettato di band come i