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Intervista a MEGHISTOS

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Meghistos è una one man band italiana che ha da poco rilasciato il suo secondo album, "The Reasons". Un album maligno e feroce, carico di atmosfere disturbanti e parti violentissime in pieno stile death metal made in USA, ma con un tocco dark del tutto particolare. Parliamo col diretto interessato, Meghistos! PS: A questo link trovate la recensione di "The Reasons". 1 - Ciao e benvenuto! Cominciamo parlando in generale di "The Reasons! Ciao, grazie per la vostra disponibilità! “The Reasons” è il mio secondo lavoro e esce a 5 anni di distanza da “The Evil Sound of Hidden Demons”. Si tratta fondamentalmente di un concept album ad esclusione di un paio di pezzi e tratta del patto tra l’uomo ed il Male al fine di vedere soddisfatte le proprie ambizioni. Il genere musicale è identificabile in un death metal con evidenti radici nei primi anni 90 ma con una cifra stilistica sicuramente personale. Sia nel primo disco che in questo ha collaborato Andy “Bull” Panigada d...

Intervista agli ARTIFICIAL HEAVEN

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Gli Artificial Heaven sono una band di dark rock che vede al suo interno musicisti più o meno noti della nostra scena. Andiamo a scoprire chi sono, cosa fanno e tante altre cose interessanti nella parole del chitarrista Fed Venditti. PS: Potete trovare a questo link la recensione del loro debutto, "Digital Dreams". 1 - Ciao e benvenuti! Cominciamo parlando in generale di "Digital Dreams"! Digital Dreams è un concept album basato sull’abuso dei social e più in generale sulla rivoluzione digitale che da qualche anno ci ha travolto, in molti casi stravolgendo le nostre vite. I brani non sono legati uno all’altro come in un classico concept, ma comunque hanno un filo conduttore che li unisce: una collettività schiava dei mezzi di socializzazione. Per la prima volta nella storia dell’umanità siamo degli schiavi che non si ribellano alla loro condizione. Un po’ come descritto nel classico di Aldous Huxley Il Mondo Nuovo. 2 - Quali sono le vostre influenze musicali presen...

Intervista agli IGNIS ABSCONDITUS

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Abbiamo recensito poco tempo fa il loro ultimo album " Golden Horses Of A Dying Future " e lo abbiamo giustamente elogiato per il suo valore, la sua personalità e il suo trasmettere un odore acre di morte, dannazione ed esoterismo. Oggi abbiamo l'onore di intervistare il batterista, tastierista e polistrumentista della band, Henry Der Wanderer. Buona lettura. 1 - Ciao e benvenuti! Cominciamo parlando in generale di "Golden Horses Of A Dying Future"! Ciao! “Golden Horses...” è il nostro secondo album, uscito il 2 Febbraio per la My Kingdom Music. Rappresenta un passo molto importante nella nostra carriera, in quanto sento che siamo vicini ad avere un nostro sound particolare. É stato il risultato di una evoluzione, breve nel tempo, a partire dal 2018, anno della nostra fondazione come band neofolk, ma molto più complessa stilisticamente parlando, visto che oggi risultiamo essere un mix molto cangiante di goth rock, post punk, post black metal, senza dimenticare ...

RABHAS "Propaganda Antiumana" (Recensione)

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  Full-length, Broken Bones Promotion (2024) Con un approccio che mi ha ricordato più certo grindcore che death metal (si prenda subito ad esempio in questo senso la canzone "Un corpo in avanzato stato di decomposizione"), che parte da un cantato in italiano con dei testi molto impegnati e nichilisti, i Rabhas riescono subito ad attirare l'attenzione grazie ad un terzo album originale e che cerca di creare un proprio sound, una propria dimensione che possa far emergere il loro death metal, o perlomeno il LORO concetto di death metal. Le voci affidate ad L sono un urlo liberatorio di malessere, un concentrato di putrescente aggressività dettata dall'odio e dalla protesta che ben si sposa con death metal ridotto all'osso, essenziale, ma dove si scorgono chitarre talvolta dissonanti e una batteria che non si lancia in blast beats furiosi dall'inizio alla fine dell'album. Per i Rabhas i termini "groove" e "noise" non devono essere presi sot...

APHELIUM AETERNUM "Dark Interstellar Mysteries" (Recensione)

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Full-length, Dominance of Darkness Records (2023) Il Symphonic Black Metal per me rappresenta forse il vero primo tentativo di espandere i confini stilistici e tematici del genere: ricordiamoci che nel 1994 uscivano “Transilvanian Hunger” dei Darkthrone, che rappresentava la concezione più minimalista e involuta del genere, e “In The Nightside Eclipse” degli Emperor, che invece ne ampliava a dismisura gli orizzonti con un insieme di brani tutti sublimi per scrittura, respiro melodico, arrangiamenti e, in particolare, per i coraggiosi e copiosi interventi di tastiera, i quali, uniti ad una registrazione freddissima e a delle screaming vocals stridule e riverberate, contribuivano a cristallizzare un’atmosfera glaciale e affascinante. Siamo lontanissimi da quel che dovrà subire questo sotto-genere, quando finirà snaturato da ammiccamenti e seduzioni di estrazione gotica e godereccia, che da un lato attireranno l’interesse d’un pubblico più generalista, e quindi più ampio, ma porteranno al...

IGNIS ABSCONDITUS "Golden Horses Of A Dying Future" (Recensione)

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Full-length, My Kingdom Music (2024) Ignis Absconditus è una band che con questo nuovo "Golden Horses Of A Dying Future" mi ha davvero stupito, un ottimo esempio di come si possa essere originali e immettere linfa nuova nel panorama rock/heavy metal, pur ammettendo che in questo album non si fa altro che riprendere un discorso legato al dark rock di matrice anche italiana volendo, e quindi potrete sentire echi di band artisti come Paul Chain, Tony Tears e tutta quella scuola proveniente dagli anni Settanta che ha gettato le basi per tante strade "darkeggianti" che sono venute dopo. Ma ci sono delle particolarità. La voce di Noctuaria è penetrante e oscura, un canto che sa di antico misticismo, di scienze occulte e di malessere interiore. Una voce quasi unica che scava l'anima, la percuote e la fa riflettere. Poi ci sono dei vaghi innesti black metal che rendono il tutto ancora più inquietante. Prendete un brano come "Lucid Madness" come esempio di quan...

ARTIFICIAL HEAVEN "Digital Dreams" (Recensione)

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Full-length, My Kingdom Music (2024) Alcune note biografiche per presentare questa band al suo esordio: " Band romana, formatasi a fine ottobre 2021 dalle ceneri di Witches Of Doom e altri progetti, Gli ARTIFICIAL HEAVEN hanno creato un mix diversificato di Gothic -rock dal sapore epico che mostra in pieno le influenze di grandi artisti degli anni Ottanta, tra cui The Cult, Bauhaus, Sisters of Mercy, Fields of the Nephilim, Killing Joke e Iggy Pop. "Digital Dreams" è un concentrato di gothic rock e post-punk con vibrazioni arricchite dalla collaborazione di ospiti illustri tra cui Francesco Sosto e Riccardo Studer. Sebbene non sia un vero concept album, alcuni dei testi di "Digital Dreams" sono legati tra loro da un chiaro comune filo conduttore ovvero l'accelerazione della rivoluzione digitale e dei suoi effetti sulla vita di tutti noi. Registrato agli Outer Sound Studios con il produttore Giuseppe Orlando, è disponibile in un'edizione deluxe la cui co...