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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

Intervista agli AETHERNA

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Gli Aetherna tornano con Evathor, un album che unisce progressive, heavy metal, alternative e atmosfere sinfoniche in un viaggio emotivo e concettuale tra coscienza, identità e trasformazione interiore. In questa intervista, la band ci racconta il processo creativo, le influenze artistiche, l’ingresso di Tamara Secci e le riflessioni personali dietro ogni brano. 1. “Evathor” è un album fortemente concettuale: come nasce l’idea di questo viaggio tra coscienza, identità e trasformazione interiore? Enzo Zappatore (Lead Guitar): Le nostre trasformazioni interiori le viviamo nel quotidiano. In parte sono frutto dei nostri obiettivi, in parte derivano dalle interazioni tra noi e il mondo esterno, per cui viviamo tutto questo come un lunghissimo viaggio, in cui le tappe sono le nostre prese di consapevolezza su chi siamo e cosa stiamo diventando. La musica è solo uno dei mezzi di trasporto. Giovanni “Joey” Del Giudice (Drum): È stato più naturale di quel che si può pensare. È stato un po’ com...

Intervista ai BARA

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Con “ Mary Cry ”, i BARA raccontano il loro percorso attraverso una serie di domande che esplorano cambiamento, resistenza e identità artistica. Tra momenti di difficoltà, scelte coraggiose e una forte coerenza creativa, la band riflette su cosa significhi davvero perseverare in un percorso musicale in continua evoluzione. 1. “Mary Cry” trasmette una forte idea di resistenza: quanto c’è di personale in questo disco? “Mary Cry” è personale perché racconta l’oscurità in cui si perdono le nostre fantasie. 2. Qual è stato il momento più difficile da superare durante la vostra evoluzione? Il momento più difficile è stato lo sconforto per aver perso lungo la strada alcuni musicisti per noi importanti e il riuscire a sopravvivere alle prove in studio in pieno luglio. 3. Perseverare significa anche cambiare: quanto è stato rischioso lasciare alle spalle Barafoetida? Nessun rischio. È stata una scelta consapevole, anche perché siamo entrati in una nuova fase creativa. 4. Come mantenete viva la ...

Intervista a GABRIELS

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Con Fist Of The Seven Stars - Act 5: The Final Conflict , Gabriels prosegue un progetto ambizioso e fortemente narrativo, sospeso tra metal sinfonico, influenze classiche e una marcata impronta teatrale. Più che una semplice raccolta di brani, il disco si inserisce in un percorso più ampio, in cui ogni traccia contribuisce allo sviluppo di una storia articolata e in continua evoluzione. In questo contesto, le tastiere assumono un ruolo centrale: non solo accompagnamento, ma elemento fondamentale per costruire atmosfere, sostenere la componente emotiva e dare continuità a un’opera che punta molto sulla dimensione narrativa. Abbiamo parlato con Gabriels del processo compositivo, del rapporto tra musica e racconto e delle sfide nel mantenere coerenza e dinamica all’interno di un lavoro così strutturato. 1. Il disco ha un taglio molto teatrale, soprattutto nei brani “Sweet Devil’s Eyes Act 1 e 2”: come hai lavorato sulle tastiere per costruire queste atmosfere epiche? Le atmosfere epiche s...