ARTIFICIAL HEAVEN "Digital Dreams" (Recensione)


Full-length, My Kingdom Music
(2024)

Alcune note biografiche per presentare questa band al suo esordio: "Band romana, formatasi a fine ottobre 2021 dalle ceneri di Witches Of Doom e altri progetti, Gli ARTIFICIAL HEAVEN hanno creato un mix diversificato di Gothic -rock dal sapore epico che mostra in pieno le influenze di grandi artisti degli anni Ottanta, tra cui The Cult, Bauhaus, Sisters of Mercy, Fields of the Nephilim, Killing Joke e Iggy Pop. "Digital Dreams" è un concentrato di gothic rock e post-punk con vibrazioni arricchite dalla collaborazione di ospiti illustri tra cui Francesco Sosto e Riccardo Studer. Sebbene non sia un vero concept album, alcuni dei testi di "Digital Dreams" sono legati tra loro da un chiaro comune filo conduttore ovvero l'accelerazione della rivoluzione digitale e dei suoi effetti sulla vita di tutti noi. Registrato agli Outer Sound Studios con il produttore Giuseppe Orlando, è disponibile in un'edizione deluxe la cui copertina è stata dipinta da D'ARIA ART".

Allora, ora parliamo dell'album. Sonorità calde che quasi vanno in contrasto con il concept sull'era digitale che ci sta fagocitando, voce profonda che chiama in causa anche un certo Peter Steele (chi non se lo ricorda abbandoni subito questo sito!), umori che spaziano tra il gothic rock, il punk e il tutto ammantato da un alone grigio e pessimista alla Joy Division. Certamente tutto questo farebbe pensare ad un album dimesso, ad un qualcosa di estremamente nichilista e via dicendo, ma vi assicuro che nonostante tutto quello che si è scritto finora, l'album suona vivo, vivace e dannatamente convincente, andando anche a toccare certe cose di band come Murderdolls o Backyard Babies. Il, risultato è sorprendente e fa muovere parecchio piedi e testa. Un pezzo come "Electric Rain" è irresistibile, è praticamente la perfezione che il rock, il post punk e il metal possono raggiungere fondendosi insieme, coi suoi ritmi incalzanti e l'ottima prova di tutta la band, compreso un basso che è messo ben in evidenza e che mai come in questo album sembra essere essenziale.

In pratica non vi è un solo episodio davvero sottotono, e seppure a nostro avviso le canzoni ottime arrivino dalla terza traccia, e che proprio la seconda traccia del disco, ovvero "Log On" non sia una canzone indimenticabile, poi la band inizia ad inanellare un episodio  meglio dell'altro, su cui spicca una canzone stupenda e atmosferica come "Automatic Love" che stupisce per un uso delle tastiere ottimo e per una costruzione non banale a livello di songwriting, che flirta quasi col prog rock. 

Ma le sorprese non finiscono qui, e la varietà del disco vi terrà incollati per tutta la sua durata. Ottima band, che sa suonare e la sa lunga a livello di esperienza. Altri episodi consigliati? Se volete scendere nel dark rock più puro direi "Dark Room", mentre se volete ancora farvi scuotere le membra, la title track e "Lie To Me" non vi annoieranno di certo. Consigliati, anche per il suo stupendo artwork di copertina!

Recensore: Prodigal Son
Voto: 8/10

Tracklist:
1. Fall Away 
2. Log On 
3. Electric Rain 
4. Ennio 
5. Automatic Love 
6. Dark Room 
7. Lie To Me 
8. Digital Dreams 
9. Sleeping Tablets 
10. Body Shaming 
11. Russian Roulette (The Lords Of The New Church cover)

Line-up:
Fabio Oliva – voce
Fed Venditti – chitarre
Lorenzo Valerio – batteria
Stefano Romani – basso

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