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AETHERNA "Evathor" (Recensione)

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Full-length, Volcano Records & Promotion (2025) Con "Evathor" gli italiani Aetherna tornano con un lavoro che punta deciso verso un metal moderno, ricco di atmosfere e contaminazioni. La band non sceglie la strada più immediata: il disco richiede attenzione, alternando momenti aggressivi ad altri più introspettivi, con una forte componente melodica e una scrittura che guarda tanto al metal sinfonico quanto a territori più progressivi. La prima impressione è quella di un album costruito con cura. La produzione è pulita e valorizza bene ogni strumento, lasciando spazio a chitarre corpose, tastiere atmosferiche e una sezione ritmica precisa. Gli Aetherna dimostrano di avere buone idee e una visione chiara, anche se in alcuni momenti la voglia di inserire molti elementi rischia di appesantire la struttura dei brani. La title track "Evathor" è un'apertura efficace: riff potenti, linee melodiche curate e un buon equilibrio tra aggressività e melodia. Non è un bran...

AZRATH-11 "Kenòs" (Recensione)

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Full-length, Northern Darkness Records (2026) Il panorama del death metal italiano ha spesso sofferto di un limite ben preciso: un'eccellente preparazione tecnica raramente accompagnata da una reale personalità compositiva. Gli Azrath-11 rappresentano una delle eccezioni più convincenti. Fin dagli esordi il quartetto friulano ha costruito un linguaggio che, pur affondando le radici nel death metal classico, ha progressivamente incorporato elementi black, suggestioni esoteriche e un immaginario vicino alla cosmologia lovecraftiana senza trasformare questi aspetti in semplice apparato estetico. Kenòs, terzo capitolo della loro discografia, è probabilmente il punto d'incontro più maturo di questo percorso. Il disco rinuncia quasi completamente all'immediatezza. Non ci sono ritornelli, aperture melodiche studiate per alleggerire la tensione o strutture facilmente assimilabili. Gli Azrath-11 preferiscono costruire una narrazione continua, fatta di tensioni che si accumulano lent...

VIA AD MORTEM "Requiem I: Through the Path Over The Ruins" (Recensione)

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Full-length, Northern Darkness Records  (2026) Ogni tanto salta fuori un disco che rimette le cose al loro posto. Niente proclami, niente trovate da quattro soldi, niente bisogno di reinventare il black metal. I Via ad Mortem arrivano con Requiem I: Through the Path Over The Ruins e fanno quello che molti sembrano essersi dimenticati: suonare black metal con il cuore, con la testa e con un'idea precisa. Qui non si trovano produzioni tirate a lucido né montagne di effetti messi lì per fare scena. Il suono è grezzo, respira, lascia passare il freddo e l'oscurità come deve essere. È uno di quei dischi che cresce ascolto dopo ascolto, senza urlare per attirare l'attenzione. Le influenze ci sono e sarebbe inutile far finta del contrario. Chi conosce Drudkh, Spite Extreme Wing e quel black metal che vive più di atmosfera che di velocità le sentirà subito. Ma i Via ad Mortem non fanno il compitino. Prendono quello spirito e lo trasformano in qualcosa che gli appartiene. La differe...

ENTROPY "Dark Signs" (Recensione)

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Full-length, Metal Zone Italia (2025) Ci sono band che passano la carriera a rincorrere le mode e altre che, semplicemente, continuano a fare ciò che sanno fare meglio. Gli Entropy appartengono senza dubbio alla seconda categoria. Con "Dark Signs", la storica formazione campana torna sul mercato con un lavoro che non cerca scorciatoie, non insegue le tendenze del momento e non prova a reinventarsi a tutti i costi. In un panorama metal sempre più affollato da produzioni iper-lucidate e spesso prive di reale personalità, è già di per sé una presa di posizione. Sia chiaro: chi cerca rivoluzioni sonore o improbabili contaminazioni resterà probabilmente deluso. "Dark Signs" è un album profondamente legato alla tradizione dell'heavy metal, ma possiede una qualità sempre più rara: sa esattamente cosa vuole essere. Gli Entropy non si rifugiano nella nostalgia né cercano di riproporre il passato come una reliquia da museo. Piuttosto, mettono a frutto decenni di esperienz...

DISCORDANCE "Viscere" (Recensione)

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Full-length, Great Dane Records (2026) "Viscere" è un EP che arriva dopo "Vertex" e si presenta subito per quello che è: un lavoro breve, diretto, e soprattutto di passaggio. Non ha l’ambizione di chiudere un discorso, ma quella più concreta di mostrare dove si trova oggi la band. I Discordance arrivano da un percorso lungo e piuttosto irregolare, segnato da cambi di formazione e fasi di rallentamento. Oggi però la line-up è stabile e questo si sente. C’è più ordine nella scrittura, più attenzione a come i brani si sviluppano e meno fretta di puntare tutto sull’impatto immediato. Il death metal che propongono resta aggressivo e abbastanza tecnico, ma prova anche a respirare di più. I brani non sono costruiti solo sulla spinta, ma cercano alternanze di ritmo e aperture più ragionate. In alcuni casi questa scelta funziona bene, in altri lascia l’impressione che la band stia ancora cercando il modo giusto per far convivere tutte le sue idee. I momenti più interessanti ...

ENIGMATIC SOUND MACHINES "Divided By One" (Recensione)

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Full-length, Progrock.com's Essentials  (2026) Con il loro quarto album, Divided By One, gli Enigmatic Sound Machines continuano un percorso artistico che negli ultimi anni li ha visti allontanarsi progressivamente dalle origini synth-pop per abbracciare territori sempre più vicini al progressive rock e alla musica elettronica d'atmosfera. Il progetto canadese guidato da Jeremie Arrobas e Thomas Szirmay conferma ancora una volta la propria voglia di esplorare nuove direzioni, senza rinunciare a una forte identità melodica. Fin dalle prime tracce emerge chiaramente l'ambizione del lavoro. Divided By One è un album che punta molto sulla costruzione delle atmosfere e sulla varietà sonora. Synth, chitarre elettriche, sezioni vocali curate e arrangiamenti ricchi di dettagli convivono in un equilibrio generalmente riuscito, dando vita a un ascolto coinvolgente e spesso cinematografico. Brani come Chaos Dreaming, Heavy Water e Inviolate Fields rappresentano probabilmente il cuore ...

Intervista agli AETHERNA

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Gli Aetherna tornano con Evathor, un album che unisce progressive, heavy metal, alternative e atmosfere sinfoniche in un viaggio emotivo e concettuale tra coscienza, identità e trasformazione interiore. In questa intervista, la band ci racconta il processo creativo, le influenze artistiche, l’ingresso di Tamara Secci e le riflessioni personali dietro ogni brano. 1. “Evathor” è un album fortemente concettuale: come nasce l’idea di questo viaggio tra coscienza, identità e trasformazione interiore? Enzo Zappatore (Lead Guitar): Le nostre trasformazioni interiori le viviamo nel quotidiano. In parte sono frutto dei nostri obiettivi, in parte derivano dalle interazioni tra noi e il mondo esterno, per cui viviamo tutto questo come un lunghissimo viaggio, in cui le tappe sono le nostre prese di consapevolezza su chi siamo e cosa stiamo diventando. La musica è solo uno dei mezzi di trasporto. Giovanni “Joey” Del Giudice (Drum): È stato più naturale di quel che si può pensare. È stato un po’ com...