VENOM - "From the Very Dephts"

VENOM - "From the Very Dephts"
(Full-lengh, Spinefarm Records, Gennaio 2015)

Voto: 7,5/10

Genere: Speed Metal

Line-up: Cronos (voce, basso), Rage (chitarra), Danté (batteria)



 
Diciamocelo in tutta franchezza: c’era qualcuno che sperava in qualcosa di buono nel nuovo corso in casa Venom? Il sottoscritto assolutamente no, specie dopo che la recente reunion aveva portato risultati tutt’altro che entusiasmanti a partire dal pessimo Metal Black passando per Hell (il punto più basso nella discografia di Cronos e soci) fino ad arrivare a Fallen Angels (2011) che solo in parte aveva rilanciato le quotazioni del terzetto britannico. 
Certo, sia chiaro che quando ti chiami Venom e ti presenti con una line-up composta per 2/3 da new entries del caso non che puoi aspettarti chissà cosa, ma c’è anche un nome ed una professionalità da difendere ma soprattutto c’è che il classico trademark grezzo ed ignorante deve trovare qualche spunto di genuinità piuttosto che le solite forzature del caso a partire dalla produzione che, ricordiamolo, non può scimmiottare la magia dei lavori incontaminati di allora.

Questo Cronos deve averlo capito, così come la critica mai così aspra contro le classiche “vecchie glorie” difese anche allo strenuo in virtù di un approccio alla musica da true-metallers lobotomizzati, deve aver fatto la sua parte. Fatto sta che From the Very Depths a me è piaciuto, e non può che rappresentare oggettivamente un salto di qualità importante rispetto ai tre predecessori che avevano mandato quasi in malora un nome così storicamente rilevante. Per carità, non strappiamoci i capelli di fronte al nuovo lavoro del combo di Newcastle ma motivi di gaudio per vecchi fans e feticisti ci sono tutti.

L’album rappresenta il punto d’incrocio ideale tra la tradizione Venom-iana ed una certa attenzione per le composizioni che denota anche una inaspettata freschezza. La produzione, limpida e cristallina quanto potente, rappresenta uno spartiacque riuscito con le solite ritmiche forsennate tipiche della band nonché per la prestazione vocale finalmente convincente dello stesso Cronos che improvvisamente rammenta come lo speed metal riesce ancora a trovare una sua cassa di risonanza nel 2015. Ma più in generale è la varietà di sound all’interno dei singoli pezzi a colpire.

Dopo la intro Eruptus parte infatti la title-track che altro non è che una rivisitazione del classico sound grezzo e ferale tipico della band; poco spazio a melodia o orpelli vari, vocals sguaiate e un basso deciso e ridondante danno vita ad un pezzo in tipico Venom-style. Ma mai lasciarsi tradire dalle prime sensazioni perché già dalla successiva The Death of Rock ‘n Roll i Venom dimostrano in parte di essere riusciti a tagliare i ponti col passato senza risultare scontati o artificiosi come fu ai tempi di Hell. Il pezzo è giocato su un riff centrale massiccio e dal flavour moderno, tanto semplice quanto roccioso e particolarmente easy-listening. Ritmi sostenuti e chitarre stridenti intervallati dalla interessantissima Smoke giocata su un mid-tempo roccioso e sulla voce di Cronos improvvisamente “lisergica” adattata al testo ed al mood generale del brano dal cui titolo si intuisce facilmente la tematica; tutto volutamente e fottutamente “cazzone” ma col suo senso…

Finito qui? Assolutamente no, perché è proprio nella prima parte del disco che gli inglesi sparano le cartucce migliori e subito si riparte alla velocità della luce con Long Haired Punks brano velocissimo e giocato proprio su un riff dal classico flavour punk-hardcore, una sorta di divertissment per la band che tira fuori un brano tanto semplice quanto coinvolgente, sicuramente un must per le prossime esibizioni dal vivo. Stigmata Satanas e Evil Law tornano sulle coordinate stilistiche di sempre dei nostri e riescono in parte ad offuscare episodi meno ispirati come Crucified e Mephistopheles.

Insomma, un deciso passo avanti rispetto alle ultime uscite, se non altro un album che mantiene in vita la tradizione della band e rende quantomeno più giustificabile il ritorno sulle scene di qualche anno fa. Voi direte anche: sticazzi! ma mettendo da parte il solito rigidismo e l’eccessiva voglia di qualcosa di fresco e originale (e sinceramente dopo un 2014 avaro di grandi uscite, credo che molte volte si sia confusa il termine “originale” con “confusione”) e rispolverando l’affetto da vecchio metallaro nostalgico, From the Very Depths fa la sua porca figura, ma senza esagerare eh…

Track-list:

01. Eruptus
02. From the Very Dephts
03. The Death of Rock 'n' Roll
04. Smoke
05. Temptation
06. Long Haired Punk
07. Stigmata Satanas
08. Crucified
09. Evil Law
10. Grinding Teeth
11. Ouverture
12. Miphistopheles
13. Wings of Valkyria
14. Rise

 

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