GABRIELS "Fist of the Seven Stars Act 5 - The Final Conflict" (Recensione)
(2026)
Fist of the Seven Stars Act 5 - The Final Conflict è uno di quei dischi che sembrano arrivare da un’altra epoca, ma con l’energia e la determinazione di chi ha ancora qualcosa da dimostrare. I Gabriels confezionano un lavoro lungo, intenso e dichiaratamente ambizioso, che affonda le radici in una concezione “totale” dell’album: non una semplice raccolta di brani, ma un percorso, quasi una saga musicale.
Fin dalle prime battute di “No One Can Stop Me” si percepisce subito il taglio deciso del lavoro: un’apertura diretta, senza fronzoli, che mette in chiaro le coordinate stilistiche del disco. L’energia resta alta anche nei brani successivi, “For the Last General” e “Now I Know Your Name”, che mostrano una scrittura solida, capace di coniugare immediatezza e cura melodica senza scadere nella banalità.
Ciò che colpisce maggiormente è la capacità della band di gestire una durata importante — oltre un’ora di musica — senza perdere completamente il filo del discorso. Brani come “Me Before You” e “Real Love Is Forever” introducono dinamiche più ampie, lasciando spazio a costruzioni più articolate e a un maggiore respiro emotivo. È qui che emerge una certa maturità compositiva, fatta di attenzione ai dettagli e volontà di andare oltre la forma più semplice.
Il cuore pulsante del disco è rappresentato dalla doppietta “Sweet Devil’s Eyes Act 1” e “Act 2”: due episodi lunghi, strutturati, quasi teatrali, nei quali i Gabriels danno libero sfogo alla propria vena più epica e narrativa. Sono momenti centrali non solo per durata, ma per intensità e capacità evocativa, veri snodi all’interno dell’economia del lavoro.
La parte finale del disco mantiene alta la tensione: “The Final Conflict” svolge degnamente il ruolo di capitolo conclusivo, mentre “Together Again” e la breve “Asunaki Tabi” lasciano un retrogusto più riflessivo, quasi malinconico, come se la band volesse accompagnare l’ascoltatore fuori da questo lungo viaggio senza brusche interruzioni.
Naturalmente, in un’opera così estesa, qualche passaggio meno incisivo è inevitabile, e in alcuni frangenti si può avvertire una certa familiarità nelle soluzioni adottate. Tuttavia, questi piccoli limiti non intaccano in modo significativo la resa complessiva.
Da sottolineare anche la scelta di una tiratura limitata a sole 100 copie: un dettaglio che restituisce al disco un fascino quasi artigianale, lontano dalle logiche più industriali e vicino allo spirito delle produzioni underground di un tempo.
In definitiva, Fist of the Seven Stars Act 5 - The Final Conflict è un lavoro che trasuda passione, impegno e una sincera dedizione alla musica. Non è un album perfetto, ma è vivo, sentito, e soprattutto suonato con il cuore. E, in fondo, è proprio questo che conta davvero.
Giuseppe Power
1) No one can stop me
2) For the last general
3) Now I know your name
4) Me before you
5) Only one
6) Real love is forever
7) The last secret
8) Sweet Devil’s eyes act 1
9) Sweet Devil’s eyes act 2
10) Whisper your voice
11) The Final conflict
12) Together again
13) Asunaki Tabi
CAST OF CHARACTERS:
Fudo: Dave Dell’Orto
Julia: Tsena Stefanova Kercheva
Ken: Wild Steel
Raoul: Antonio Pecere
Ryaku: Fabio Carmotti
Yuza: Roberto Tiranti
Tou: Monica Marozzi
LINE UP:
Gabriels: All keyboards
DRUMS:
Brantley Rogers
GUITARS:
Davide Perruzza:
Dr. Viossy
Antonello Giliberto
Tommy Vitaly
Glauber Oliveira
Emanuele Alessandro
Patrick Fisichella
Frank Caruso
BASS:
Maletoth
Adrian Hansen
Links:
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