INFECTION CODE "De Reptilium Arcanis" (Recensione)
Full-length, Nadir Music
(2026)
La longevità, nel metal estremo, non è mai una garanzia di qualità. Al contrario, spesso coincide con una progressiva perdita di identità, con la tentazione di ripetersi o di inseguire mode passeggere. Gli Infection Code percorrono invece la strada opposta. Dopo oltre venticinque anni di attività continuano a reinventare il proprio linguaggio senza smarrire quel DNA feroce che li ha resi una delle realtà più credibili e personali dell'underground italiano. Con "De Reptilium Arcanis" il quintetto piemontese firma probabilmente uno dei capitoli più convincenti della propria carriera. Un disco che non cerca scorciatoie, che non ammicca alle tendenze del momento e che affonda le mani in una materia sonora oscura, abrasiva e inquietante, fondendo Death Metal, Thrash e Industrial con una naturalezza ormai rara.
La prima sensazione è quella di trovarsi davanti a un gigantesco monolite nero. Non concede appigli, non cerca compromessi, non rallenta mai per venire incontro all'ascoltatore. È l'ascoltatore che deve entrare nel suo universo, accettando un viaggio nel quale la violenza sonora si trasforma in linguaggio espressivo e ogni riff sembra scavare nuove crepe in un paesaggio già devastato. Il ritorno di Massimo Accomero alle chitarre e la produzione di Tommy Talamanca contribuiscono a rendere il suono ancora più compatto e devastante. Tutto appare calibrato con impressionante lucidità: riff chirurgici, ritmiche implacabili, atmosfere claustrofobiche e un lavoro sugli arrangiamenti che evita qualsiasi eccesso autoreferenziale.
La forza di "De Reptilium Arcanis" risiede soprattutto nella sua capacità di essere estremo senza diventare prevedibile. Gli Infection Code non rincorrono la brutalità fine a sé stessa, ma costruiscono tensione, scolpiscono dinamiche e mantengono costantemente viva la sensazione di trovarsi all'interno di un organismo in continua mutazione. Le sei composizioni scorrono con una coerenza quasi cinematografica. Non esistono riempitivi né cedimenti d'ispirazione: ogni episodio contribuisce alla costruzione di un'atmosfera opprimente, nella quale le componenti industriali non rappresentano un semplice ornamento, bensì un elemento fondamentale dell'identità del disco. Anche la produzione merita un plauso particolare. Potente, definita e massiccia, restituisce tutta la pesantezza della band senza sacrificare la naturalezza degli strumenti. Il risultato è un muro sonoro compatto, ma ricco di dettagli che emergono ascolto dopo ascolto, premiando chi decide di immergersi completamente nell'opera.
In un periodo storico in cui molte produzioni estreme sembrano limitarsi a riproporre formule già collaudate, gli Infection Code dimostrano che personalità e coraggio possono ancora fare la differenza. "De Reptilium Arcanis" è un album che colpisce immediatamente per il suo impatto, ma conquista definitivamente grazie alla profondità della scrittura e all'incredibile equilibrio tra istinto e controllo. Non è semplicemente uno dei migliori lavori della band: è uno di quei dischi destinati a ricordare quanto l'underground italiano sia ancora capace di produrre opere di assoluto valore internazionale.
Giuseppe Power
Tracklist:
1. Pater Serpentium
2. Mater Vermium
3. False Messiah Squad
4. Fermi Paradox – The Nameless Mist
5. World Eating Queen
6. King Among Insects
Line-up:
Riky Porzio - Drums
Massimo Accornero - Guitars
Gabriele Oltracqua - Vocals
Andrea Rasore - Bass
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Riky Porzio - Drums
Massimo Accornero - Guitars
Gabriele Oltracqua - Vocals
Andrea Rasore - Bass
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