Intervista ai CYRAX


I Cyrax tornano con un nuovo progetto ambizioso e affascinante: Aeneis: Libri I–IV, un EP che inaugura un concept dedicato all’Eneide, il celebre poema epico di Virgilio. Con questo lavoro la band sceglie di trasformare in musica una delle opere fondamentali della letteratura latina, dando vita a un viaggio sonoro che unisce metal, progressive e suggestioni classiche. Il risultato è un disco intenso e ricco di atmosfere, capace di fondere tradizione e sperimentazione, mantenendo uno sguardo originale sia dal punto di vista musicale sia narrativo. Dopo l’esperienza dell’album Novo Deus, i Cyrax proseguono quindi il loro percorso artistico con un’opera che punta su una forte identità concettuale, arrivando persino alla scelta di cantare in latino per restare fedeli allo spirito dell’opera originale. In questa intervista Lorenzo Beltrami ci racconta la genesi del progetto, il processo creativo dietro i brani e i piani futuri per i prossimi capitoli di questo concept ispirato al viaggio di Enea.

1. Come nasce l’idea di mettere in musica l’Eneide?
L'idea per il concept è del nostro cantante, Marco. Quando si è trattato di pensare al nuovo disco, ha riflettuto sul fatto che pur essendo l'Eneide un'opera grandiosa che in un certo senso racconta anche qualcosa della nascita dell'Italia, in pochi la considerano....film o lavori sull'Illiade e l'Odissea ne hanno fatti e ancora ne stanno facendo, e così abbiamo deciso di mettere in musica questa grande opera un pò trascurata.

2. Qual è stato il brano più difficile da scrivere in questo EP?
Nessuno in particolare, diciamo che ogni brano ha rappresentato una sfida a sè, ma devo dire che il metodo di lavoro adottato ci ha consentito di scrivere in maniera fluida ed efficace superando agilmente qualsiasi problematica.

3. Perché avete deciso di cantare in latino invece che in italiano o inglese?
Principalmente per tenere fede all'opera originale, per renderla più coerente e coesa dal punto di vista tematico. Molta musica che abbiamo scritto per questo lavoro è stata riarrangiata per seguire meglio il testo, che quindi è stato il motore principale di questo lavoro: la lingua ci ha costretto a scrivere la musica intorno ad essa, caratterizzando ulteriormente il disco.

4. Quanto della vostra esperienza passata nei dischi precedenti si sente in questo lavoro?
I dischi precedenti ci sono serviti per capire innanzitutto come si compone e come si registra...ogni album abbiamo cercato di migliorarci, come penso sia nella natura di un artista, e di fare le cose diversamente. Tutta questa esperienza poi è confluita in questo lavoro, che devo dire deve comunque molto a Novo Deus: dall'ultimo disco infatti abbiamo imparato a far coesistere generi differenti e abbiamo recuperato la dimensione etnica che serviva per questo nuovo lavoro.

5. C’è un pezzo dell’EP che rappresenta meglio lo spirito dei Cyrax oggi?
"Infandum Regina", senza dubbio...non segue una struttura precisa, si muove in maniera molto organica comprendendo tante influenze, con una spruzzatina di metal qua e là per dare un pò di cazzimma!

6. Come siete riusciti a far convivere metal, prog e musica classica in questi quattro brani?
Il trucco è non pensare di voler far parte di un genere. Se si guarda alla musica come un tutt'uno e non un'esperienza frammentata, si può scoprire come generi disparati tra loro possono convivere senza alcun problema...le note sono sempre quelle e se si ragiona sull'atmosfera si può creare qualcosa di veramente unico.

7. Quali sono le principali differenze tra questo EP e il vostro album Novo Deus?
Al di là della lingua, laddove per Novo Deus ogni brano aveva il suo linguaggio per il Paese che avevamo scelto di rappresentare, dal punto di vista compositivo questo lavoro prevede un minor numero di autori (praticamente solo noi due) e per questo all'ascolto ci sembra un lavoro molto più coeso. C'è anche da dire che Novo Deus raccontava tante storie diverse, mentre qui abbiamo una sola grande avventura da presentare.

8. Come immaginate i prossimi episodi del concept dell’Eneide?
In realtà non abbiamo molto da immaginare, sono praticamente già finiti! Tra poche settimane infatti inizieremo a registrare gli episodi mancanti, 8, spalmati su altri due Ep. Saranno ovviamente diversi dal punto di vista del "genere" rispetto al primo lavoro, ma siamo certi che sapranno ugualmente conquistare!

9. Chi è il tipico ascoltatore dei Cyrax secondo voi?
Principalmente chi è affamato di novità, chi è curioso e non riesce a fermarsi a pochi tipi di musica, direi chi è in grado ci concepirla come qualcosa di universale e non legato da schemi preconfigurati.

10. Quali influenze musicali vi hanno guidato nella composizione di Aeneis: Libri I–IV?
Innanzitutto il sound in generale: volevamo dare al disco l'idea di un'avventura "on the road", quindi usando suoni sporchi e grezzi, senza quantizzare nulla o ricercare la perfezione di troppi lavori che si sentono oggigiorno. Abbiamo quindi individuato un episodio che volevamo presentare in ogni pezzo e ragionato su quale genere meglio si prestasse a raccontarlo. Da lì ovviamente abbiamo fatto un gran lavoro di sviluppo per renderlo personale e unico!


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