Intervista ai DAWN OF A DARK AGE
Un grande piacere ed onore ospitare Vittorio Sabelli, musicista eclettico e mastermind del progetto avantgarde/folk/extreme metal Dawn Of A Dark Age. Molti sapranno dei suoi studi accademici e del suo impiego in questo progetto del clarinetto, suo strumento principale, che va ad unirsi ad un tessuto sonoro già ricco ed originale. Il nuovo album. "Ver Sacrum" vede la band evolversi ancora, ma in un certo senso semplificare la propria proposta per renderla ancora più evocativa ed atmosferica. Lasciamo la parola a Vittorio!
1 - Ciao e benvenuto Vittorio! Cominciamo parlando in generale di "Ver Sacrum"! Pensi che ci sia stata una evoluzione anche stavolta nel sound dei Dawn Of A Dark Age oppure pensi che ormai abbiate trovato la vostra dimensione?
Grazie ragazzi, è un piacere essere con voi. Posso dirti che tutto è una naturale evoluzione del mio modo di approcciarmi alla musica e alle tematiche trattate. Negli album della ‘Saga degli Elementi’ ho iniziato a fondere nel Black Metal elementi di Jazz e musica classica, sotto forma di sperimentazione per far quadrare il tutto in maniera organica. Mentre con gli ultimi album di quella che è la “Tetralogia della Memoria”, ho iniziato a lavorare a quella che amo definire "visione aerea", con una sorta di copione cinematografico e un maggiore distacco dai canoni della musica estrema. Allo stesso tempo questo nuovo modo mi ha permesso di incorporare elementi delle mie radici e delle mie origini paesane, unendo quindi al Metal una forte componente Folk. Il risultato è stato davvero un crescendo e con l'arrivo di Ignazio dei sardi Kre’u alla voce tutto ha preso ancora più colore e potenza evocativa.
2 - Quali sono le influenze musicali presenti e passate della tua band?
Ovviamente tutto quanto fa parte della mia crescita musicale a partire dagli studi classici, al Jazz, per unirli definitivamente al Metal estremo. Se dovessi citarti un nome che mi ha fatto cambiare il modo di intendere la musica è John Zorn. Il suo fondere free jazz con grindcore/hardcore nei NAKED CITY mi ha ispirato enormemente e mi ha fatto prendere coscienza che col clarinetto si potevano percorrere sentieri fino ad allora inesplorati. Mentre per il filone estremo posso menzionare i classici Black Sabbath ed Iron Maiden e sul fronte più specifico ho una predilezione per le sonorità di Satyricon e Ulver.
3 - Che tematiche affrontano i testi di questo nuovo "Ver Sacrum"?
Il Ver Sacrum è un antichissimo rito pagano dei Sabini, antico popolo dell'Italia centrale. Si trattava di un sacrificio fatto per chiedere protezione divina soprattutto in momenti di carestia, eventi atmosferici o guerra. In questo rituale la comunità prometteva agli dei di consacrare tutti i primogeniti nati la primavera successiva affinché concedessero salvezza e prosperità nei raccolti. Ad un certo punto però, soprattutto le madri si ribellarono e fuggirono coi loro figli sulle montagne rompendo il patto fatto con le divinità . Fu così che il Consiglio degli Anziani trovò un ‘compromesso’ con Mamerte, dio della guerra. In questo nuovo patto non si sacrificavano più neonati ma due tori, a patto che, compiuti i vent'anni, questi avessero lasciato le loro terre per conquistare nuovi territori e diffondere la devozione alla sua figura. In una di queste migrazioni, i Sabini, guidati da un toro e dal guerriero Comio Castorio, arrivarono nei pressi di un luogo con tre grandi pietre. E da quel posto, l’attuale Pietrabbondante, nacque la grande Nazione Sannita.
4 - Da quanto esistono i Dawn Of A Dark Age" e come è nata la band?
Dawn of a Dark Age nasce nel 2012 con l’intenzione di inserire il clarinetto ed il suo suono oscuro nella musica estrema. In realtà tutto prende vita molto prima quando intorno ai 14 anni un mio amico mi fece conoscere bands come Iron Maiden, Metallica, Slayer. Io all'epoca suonavo nella Banda del mio paese, Agnone, e iniziavo a pensare come poter unire il mio strumento a quel mondo. Imparai a suonare la chitarra e man mano mi rendevo conto che la cosa era possibile. Fino a che, in un viaggio in Norvegia, andai a visitare la tomba di Euronymous ed in quel momento qualcosa accadde e mi convinse che quello che avevo in mente da oltre 20 anni poteva diventare realtà . Credo che lì ed in quel momento nacque la prima scintilla dei Dawn of a Dark Age.
5 - Come pensi che si evolverà il sound dei Dawn Of A Dark Age in futuro?
Non saprei dirti sinceramente. Tutto avverrà in maniera naturale e senza nulla di scritto a tavolino se non il tema da trattare. In questo senso ho già le idee molto chiare e sono certo sarà tutto estremamente affascinante e per quel che mi riguarda molto interessante anche sul piano umano.
6 - Se dovessi convincere un nuovo ascoltatore a scegliere la vostra musica e a scoprirla, come cercheresti di convincerlo?
Forse gli direi di ascoltare la mia musica con attenzione e con spirito di osservazione e sono certo che qualcosa di primitivo susciterà in esso. La musica spesso risveglia sentimenti sopiti o che tenevamo nascosti da tempo... beh credo che la musica dei Dawn of a Dark Age possa far scoccare la scintilla che fa riaccendere quel fuoco.
7 - A livello di live stai pianificando qualcosa di importante per Dawn Of A Dark Age?
I live fatti a Dicembre sono stati qualcosa di incredibile. L'accoglienza è stata fantastica e sono certo che la cosa si ripeterà . Spero in qualche altro show prima dell'estate, qualche festival e soprattutto qualcosa di concreto nel prossimo autunno. Ci stiamo lavorando!!!
8 - Il sogno più grande per te qual è, come musicista?
Direi che posso ritenermi soddisfatto. I sogni che avevo da ragazzo li ho quasi realizzati tutti. Oggi ho persino iniziato a suonare dal vivo coi miei progetti metal per cui direi che mi propongo obbiettivi sempre nuovi ma raggiungibili e quindi realizzabili.
9 - A te le ultime parole. Un saluto!
E' stato un immenso piacere ed ancora grazie a nome di Dawn of a Dark Age e dei Sanniti. Seguiteci sui nostri canali social e sulla pagina Bandcamp per news e altro: https://dawnofadarkage.bandcamp.com/


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